Afta come riconoscerla e curarla

Le afte orali sono quelle piccole e fastidiose bollicine che all’improvviso appaiono nella nostra bocca.

I fattori scatenanti non sono ancora del tutto noti, ma sicuramente un grosso peso è attribuibile al fattore emozionale, oltre che allo stress, all’assunzione di alcuni alimenti, e nelle donne, ai cambiamenti ormonali.
Hanno un aspetto generalmente di macchie biancastre che si formano sui tessuti molli, all’interno della guancia o del labbro, sulla lingua, palato e talvolta anche nella gola.
Entro una decina di giorni, le più piccole scompaiono naturalmente senza uso di trattamenti. Quelle più grosse (ulcere aftose severe) sono meno frequenti, e necessitano di cure specifiche che potrebbero lasciare cicatrici più o meno visibili.

Le afte possono essere classificate in 4 tipi:

Primarie: quando il fattore scatenante si è da ricercare in una lunga permanenza nella bocca di antisettici orali, caramelle chewing-gum, alimenti, virus e batteri.

Secondarie: quando il fattore scatenante è una reazione allergica, una carenza di vitamine o la presenza di malattie del sangue.

Ricorrente: detta anche Stomatite. E’ causata da uno stress eccessivo e da scompensi emozionali. Spesso è frequente nelle donne ed alcune ricerche mostrano che sia frutto di una predisposizione ereditaria. Di solito i trattamenti blandi non hanno effetto.

Traumatiche: si manifestano in presenza di elementi non equilibrati nel cavo orale che con un costante attrito provocano una ulcerazione della mucosa con danni gravi a lungo termine. Un esempio sono i denti in posizione errata, i bordi taglienti di denti cariati, e le protesi deteriorate.

E’ bene quindi, verificare il tipo di afta ed assicurarsi di neutralizzarne gli effetti al meglio.

In linea di massima, se non scompaiono naturalmente entro 10/15 giorni (tempo ridotto a 3/4 con l’uso di farmaci specifici), o se sono ricorrenti è meglio farsi controllare da uno specialista.

Dott. Valerio Piccolo
Odontoiatra

www.studiodentisticopiccolo.com

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