“Endless”, PC a basso costo e software liberi contro il divario digitale

Un modello di computer "low cost" Endless

di Giovanni Abbatangelo

Gli anni ’10 di questo secolo dovevano essere quelli in cui, secondo le previsioni, il digital divide sarebbe stato definitivamente sconfitto. La diffusione di tecnologie informatiche a basso costo e i progetti di portare la rete Internet anche nelle aree del mondo più svantaggiate spinse le Nazioni Unite, nel 2014, ad affermare che nel giro di tre anni metà della popolazione globale sarebbe stata online. Ma la realtà è ben diversa: secondo un’analisi della Web Foundation di Tim Berners Lee, la diffusione a livello mondiale delle nuove connessioni a internet sta gradualmente rallentando, e le più escluse sono le popolazioni che vivono nelle zone rurali, con scarsa istruzione e un debole potere d’acquisto.

Una possibile soluzione al divario digitale è quella messa a punto da “Endless”, società nata nel 2012 a San Francisco, in California. I fondatori, Matthew Dalio e Marcelo Sampaio, dopo aver passato i primi 3 anni di attività in aree svantaggiate come il Guatemala e il Brasile, nella favela di Rocinha, la più grande di Rio de Janeiro, nel 2015 hanno lanciato la loro idea su Kickstarter, popolare piattaforma di crowdfounding, raccogliendo più di 150 mila dollari in un mese.
L’iniziativa è lodevole: Endless, con il suo sistema operativo “Endless OS” e i suoi computer “low cost”, ha come obiettivo primario quello di portare la tecnologia a quante più persone possibile, comprese quelle che non hanno a disposizione un capitale economico tale da potersi permettere l’acquisto di un PC tradizionale. La logica dell’accesso universale è molto cara a chi si occupa da anni di Open Source e software libero, ma Endless vuole allargare il campo non solo al software, ma anche all’hardware, provando a trasformare la tecnologia da un lusso per pochi a qualcosa di accessibile a tutti.

Endless OS è già oggi preinstallato su numerosi modelli di computer prodotti da aziende che non vogliono vincolare i propri utenti all’utilizzo del sistema operativo di casa Microsoft, Windows 10, ma la novità del progetto sta nel lancio sul mercato di veri e propri PC fisici dotati di un hardware a basso costo e del sistema operativo Endless. Le macchine hanno un prezzo davvero abbordabile per tutti: con una spesa di $ 79 si può acquistare la variante “Mini”, con $ 189 si può portare a casa il modello “One”.

Un modello di computer “low cost” Endless

Si tratta di computer che, anche considerando il prezzo di vendita, non puntano ad essere dei top di gamma per quanto riguarda la dotazione hardware. L’intenzione della compagnia è quella di offrire prodotti accessibili pensati per quelle persone per cui la tecnologia, fino ad ora, è stata considerata un lusso, oppure qualcosa di troppo complicato da utilizzare in autonomia.

Per questo motivo, gli sviluppatori di Endless hanno avuto cura di realizzare un’interfaccia estremamente user-friendly, molto simile a quella degli altri smartphone, in modo da risultare familiare anche a chi ha scarse competenze informatiche. Inoltre, il sistema operativo viene fornito già completo di tutte le applicazioni utili alla quotidianità, come il calendario, l’orologio, software di audio e networking, ed è “resistente” ai virus che potrebbero infettare altre distribuzioni, evitando così di mettere in difficoltà chi non può rivolgersi a qualcuno che risolva il problema della manutenzione delle macchine.

Un computer con a bordo il sistema operativo Endless

La società californiana, però, si è spinta oltre: risolto il dilemma di dotare ogni casa di un computer, resta il problema della difficoltà di accesso a Internet, specialmente nelle aree in via di sviluppo. Per questo motivo, oltre agli strumenti elencati poc’anzi, Endless viene fornito con con oltre 100 app gratuite che non richiedono una connessione ad Internet, tra cui la suite LibreOffice e un’enciclopedia offline basata sulle voci di Wikipedia, senza richiedere alcun costo aggiuntivo neppure per gli aggiornamenti software, inclusi automaticamente.

La strada per il superamento del digital divide è ancora lunga e tortuosa, e per raggiungere gli obiettivi prefissati ci sarà bisogno dell’impegno sia della scienza, incaricata di individuare soluzioni tecnologiche quanto più funzionali ed economiche possibile, sia della politica, che deve farsi promotrice di iniziative che puntino a favorire l’adozione di massa degli strumenti già disponibili. Progetti come “Endless” sono degli esposti virtuosi da seguire che coniugano la necessità di costruire un business con una dimensione più etica e sociale dell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Share Button
ti è piaciuto l\'articolo?

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*