FESTIVAL DI NAPOLI 1964

Festival della Canzone Napoletana

«Il mio racconto» – 12^Edizione

-1964-

 

Il Festival della canzone napoletana, giunto alla dodicesima edizione, viene alla luce in concomitanza con importanti fatti di cronaca della vita sociale nazionale ed internazionale. L’inizio di quest’anno è caratterizzato dal pellegrinaggio in Terra Santa di Papa Paolo VI, che sarà il primo Papa a prendere un aereo, e dalla vittoria di una ragazzina di 16 anni, “Gigliola Cinquetti”, al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con la ormai famosissima “Non ho l’età”, canzone che trionferà anche a Copenaghen vincendo l’Eurofestival. E non finisce qui, direbbe qualcuno: la Fiat lancia sul mercato, dopo anni di attesa, la “850”, un’utilitaria che si può comprare con meno di un milione di lire e che può raggiungere i 125 Km orari e, quasi per il gioco delle parti, viene inaugurata l’autostrada del sole. E mentre il grande Sergio Leone sta girando quello che resterà forse il più amato dei film western all’italiana, “Per un Pugno di dollari”, arriva la notizia della morte di Palmiro Togliatti, una delle figure più importanti del comunismo Italiano, spentosi a Yalta (URSS) all’età di 71 anni. Ai funerali tenutisi a Roma, oltre a personalità di tutto il mondo, partecipò una immensa folla di persone.

Direte: e il festival? Pronti, eccolo servito!

Aspetta il fresco di Settembre per proporre le sue novità, non solo canore, a partire dal Teatro dove si dovrà svolgere la manifestazione che, non sarà più il mitico Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare, ma l’altrettanto importante Teatro Politeama al Monte di Dio, per la circostanza abbellito con i fiori di Sanremo che sancirono il gemellaggio tra le due manifestazioni canore più importanti d’Italia. La battaglia dialettica, come di consueto, prese subito piede e alle ormai immancabili critiche degli esclusi, si aggiunsero quelle rivolte alla R.A.I., che aveva messo a disposizione dell’evento poco più di un’ora. L’organizzazione degli Enti “per la Canzone Napoletana” e “Salvatore Di Giacomo”, in questa edizione, potenziata dalla presenza di Gianni Ravera, riconosciuto grande organizzatore di eventi musicali, affida la consulenza artistica al poeta Ettore De Mura e chiama Mike Bongiorno come presentatore dell’avvenimento.

Ancora numerosa la presenza dei musicisti che dirigerà l’orchestra, che saranno in tutto 19: E.Alfieri, G.Aterrano, L.E.Bagalof (quello de’“Il Postino”di MassimoTroisi), S.Blankestainer, W.Brezza, M.De Angelis, G. De Martini, C.Esposito, A.Giacomazzi, E.Leoni, G.Marchetti, A.Martelli, Minerbi, F.Monaldi, I.Pataccini, F.Pisano, G.Reverberi (quello della famosa trasmissione radiofonica “Dischi Caldi”), E.Simonetti e R.Vantellini. Altra novità sarà data dal podio finale; infatti, non ci saranno i soliti tre premi ed eventuali ex-aequo, ma delle 24 canzoni partecipanti alla fase finale, una sola sarà premiata come canzone vincitrice di questa dodicesima edizione. La giuria premiò TU SI’ ’NA COSA GRANDE, di Rodolfo Gigli e Domenico Modugno, cantata dallo stesso Modugno e da Ornella Vanoni. Tra le canzoni partecipanti segnaliamo DOCE È ’O SILENZIO di Acampora, Martingano e Monetti, che segnò il debutto nella manifestazione festivaliera del grande e mai dimenticato Mario Merola, che la cantò in coppia con la brava Elsa Quarta; AMMORE MIO, di Mogol e C. Donida cantata da Ornella Vanoni e Nunzio Gallo; NAPOLI C’EST FINI, di Mascolo, Piccolo e Fred Bongusto, cantata dallo stesso Fred Bongusto in coppia con Luciano Lualdi e NAPULE È UNA!, di Vincenzo De Crescenzo (papà di Eddy Napoli!) e Sergio  Bruni, cantata da Arturo Testa e dallo stesso autore della musica, Sergio Bruni. Archiviata anche questa dodicesima edizione, i solerti organizzatori già si attivano per preparare quella del 1965, mentre l’anno chiude con quello che si può definire il botto finale. Infatti, il 28 Dicembre Giuseppe Saragat, fondatore del P.S.D.I., viene eletto Presidente della Repubblica. 

Il racconto delle canzoni : 

TU SI’ ’NA COSA GRANDE: Vincitrice indiscutibile della dodicesima edizione del Festival della Canzone Napoletana fu questa canzone di Domenico Modugno e Rodolfo Gigli, che resta forse una delle ultime belle canzoni legate ai canoni della tradizione, anche se il suo sound segnò una sorta di rinnovamento. La canzone fu cantata dallo stesso Modugno in coppia con Ornella Vanoni.

NAPOLI C’EST FINI: Fu una delle canzoni finaliste di questa dodicesima edizione che vide un solo vincitore (Tu si’ ’na cosa grande) e alcune buone canzoni tra le quali questa proposta da Fred Bongusto che fu anche autore della musica. Il brano, interpretato anche da Luciano Lualdi, sembrava volesse annunciare la morte della canzone napoletana già in crisi; invece, contribuì a traghettarla nella nuova fase di rinnovamento.

AMMORE MIO: E’ ancora un amore finito il “protagonista” di questa canzone, giunta prima fra quelle finaliste. Figlia di due bravi autori milanesi (Mogol e Donida), che tentarono di ripetere in questa edizione del festival napoletano i successi ottenuti in campo nazionale, la canzone fu concepita per le capacità canore di un’altra milanese, Ornella Vanoni, che la presentò insieme al bravo Nunzio Gallo.

NISCIUNO ’O PPO’ CAPI’: Nell’interpretazione di Peppino Gagliardi, anche questo inno alla donna amata fece parte del nutrito gruppo delle canzoni finaliste di questa dodicesima edizione festivaliera. Anche se non vinse il festival, il disco del brano fu tra i  più venduti. 

 Peppe Esposito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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