FESTIVAL DI NAPOLI 1968

Festival della Canzone Napoletana

«Il mio racconto» – 16^Edizione

-1968-

Gli eventi di protesta che contraddistingueranno questo 1968, in campo nazionale ed internazionale, non impedirono agli Enti “patron” (Ente per la Canzone Napoletana ed Ente Salvatore Di Giacomo) di organizzare la sedicesima edizione del Festival della Canzone Napoletana. Gli organizzatori, infatti, programmarono la fase finale dell’evento per l’11, 12 e 13 Luglio, al Teatro Politeama. Sì, proprio il vecchio e storico Teatro Politeama, e non solo: per questa edizione sessantottina, i cantanti in gara non dovranno fare più la figura dei “pupi” con l’avveniristico “Play Black Integrale”, ma saranno (vivaddio!) nuovamente accompagnati dal vivo, dalle varie orchestre, come sempre dirette da un nutrito numero di direttori, nove per la precisione, Eduardo Alfieri, Gianni Aterrano, Enrico Buonafede, Giancarlo Chiaramello, Stelvio Cipriani, Mario De Angelis, Carlo Esposito, Angelo Giacomazzi e Tony Iglio.

C’è un ritorno al passato, un po’ per nostalgia, forse, un po’ perché i promotori dell’evento avevano riscontrato che le novità apportate nella precedente edizione non erano piaciute a nessuno, probabilmente neanche a loro! Oltre agli eventi di ribellione che caratterizzeranno questo 1968, si registreranno altri avvenimenti che coinvolgeranno emotivamente l’opinione pubblica mondiale, come il secondo trapianto di cuore effettuato dal medico chirurgo Sudafricano Christian Barnard, dopo il primo effettuato nel Dicembre 1967 che non aveva dato buoni risultati in quanto la persona trapiantata morì dopo appena 18 giorni. Questo secondo grande tentativo ebbe grande influenza anche sul Festival della Canzone Napoletana, in quanto furono presentate ed ammesse alla fase finale della manifestazione, le canzoni M’’O LEVO O NUN M’’O LEVO?, di Moxedano e Sorrentino, cantata da Giacomo Rondinella e Maria Paris e ’O TRAPIANTO, di Mastrominico, Mario Festa e Tony Iglio, cantata da Aurelio Fierro ed Enzo Nardi che parlavano proprio di trapianto del cuore, anche se in maniera farsesca.

Altro episodio di questo 1968, che emozionerà il mondo intero, sarà la morte a Los Angeles del senatore Robert Kennedy, ferito mortalmente mentre sta festeggiando la vittoria alle “primarie” ottenuta nello stato della California. In Italia, invece, il popolo del pallone festeggia chiassosamente la vittoria dei Campionati Europei di Calcio, ottenuta allo stadio Olimpico di Roma, battendo in finale, per 2 a 0, la squadra nazionale della  Jugoslavia. Intanto, il tempo, con il suo veloce trascorrere, non perdona e ci porta puntuale il mese di Luglio. A Napoli è stato organizzata la sedicesima edizione del Festival della Canzone che, puntualmente e come previsto, partirà il giorno 11 con la inimitabile direzione artistica del poeta e scrittore Ettore De Mura. La presentazione dell’evento è affidata (a proposito di ritorni) a Mike Bongiorno, con il mitico Enzo Berri delegato a presentare i riepiloghi delle canzoni in gara. Da segnalare (parlando di ritorno al passato), la presenza in sala delle solite rumorose “claque” e le immancabili minacce di querela da parte di qualche autore escluso dalla competizione. Per il resto, tutto secondo copione fino alla proclamazione dei vincitori che la giuria predisposta decise  fossero questi. Primi classificati, Mirna Doris e Tony Astarita con la canzone CORE SPEZZATO di Peppino Russo e Salvatore Mazzocco; Secondi, Sergio Bruni e Maria Paris con la canzone BANDIERA BIANCA di Vincenzo De Crescenzo, Amleto Alfieri e Lino Benedetto; e terzi in graduatoria -ex-aequo- Giacomo Rondinella e Antonio Buonomo con la canzone GUAPPETELLA, di Esposito e Armando Romeo e Claudio Villa e Mirna Doris con la canzone di Alfonso Chiarazzo e Renato Ruocco, AMMORE ’E NAPULE!. Degne di menzione le canzoni AMMORE MIO di Armando Pugliese e Eddy Monetti, cantata da Nunzio Gallo e da Gloriana; EGREGIO MILIONARIO, di Pisano e Barile, cantata da Mario Abbate e Fulvio Picone; e la allegra  ‘O MUNNO ‘E NA PALLA, di Raimondo Dura e C.e M. Salerni cantata da Nunzia Greton e Cinzia.

Le cronache di allora ci raccontano di un arroventato momento litigioso dietro le quinte dovuto ad un contrasto tra artisti; d’altronde senza screzi e senza “appicceche” che festival sarebbe?

In chiusura del racconto di questo 1968, ci piace ricordare per due motivi radicalmente opposti due grandi artiste napoletane: una è Tina Pica che il 16 Agosto morì all’età di 80anni, lasciando caratterizzazioni di personaggi difficilmente imitabili; l’altra è Sofia Loren che, il 29 dicembre diventò mamma per la prima volta.

Il racconto delle canzoni:

CORE SPEZZATO: I versi di Peppino Russo, magnificamente sposati con  la musica di Salvatore Mazzocco, diedero vita a questa bella canzone di taglio tradizionale che ci racconta la storia di un innamorato lasciato dalla donna che ama e che ora vede andare in sposa ad un altro uomo. Fu la canzone vincitrice di questa edizione “sessantottina” del Festival.

GUAPPETELLA: La canzone di Esposito e Romeo ci racconta la storia di un “giuvinotto ammartenato”, un vero “guappo” che tutti temono e rispettano, “domato” da “’na guappetella ’e femmena” che, con i suoi baci, gli ha addolcito il cuore facendolo cambiare. Guappetella risultò la canzone preferita dal pubblico anche per le diverse ma buone interpretazioni di Antonio Buonomo e Giacomo Rondinella.

BANDIERA BIANCA: La bandiera bianca è risaputo, rappresenta il più evidente segno di resa, ed in questa canzone di Vincenzo De Crescenzo, Amleto Alfieri e Lino Benedetto, si parla si di resa incondizionata, ma non legata a fatti di guerra, ma al gesto simbolico di un uomo che, dopo aver litigato con la donna amata, ritorna da lei con una convenzionale “Bandiera Bianca” , quale segno di totale resa, confessando apertamente che muore dalla voglia di baciarla.    

M”O LEVO O NUN M”O LEVO ?: Il primo trapianto di cuore, eseguito dal chirurgo Sudafricano Christian Barnard nel dicembre del 1967, non aveva dato (sotto alcuni aspetti) buoni risultati in quanto il paziente trapiantato morì dopo soli 18 giorni dall’intervento. Quindi all’inizio di questo 1968 il dr. Barnard  effettua un altro intervento di trapianto che darà risultati migliori di quello eseguito nel 1967. Tutto questo per dirvi che gli autori di canzoni napoletane, sempre attenti ad attingere dalla vita quotidiana ispirazioni per le loro poesie-canzoni, illuminati dall’evento, alla selezione delle canzoni per il nuovo festival, presentarono due canzoni ’O TRAPIANTO e questa M”O LEVO O NUN M”O LEVO? che ci racconta la storia di un uomo deciso a cambiare cuore perché il suo lo ritiene un cuore “fesso”,  in quanto e troppo sentimentale e subisce sempre senza lagnarsi. Le due canzoni  furono ammesse con buoni risultati alla fase finale della manifestazione.

Peppe Esposito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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