IL FESTIVAL DI NAPOLI 1952

Festival della Canzone Napoletana

«Il mio racconto» – 1 ^Edizione

-1952-

Siamo nel 1952 e, a Napoli, assieme ai trionfi elettorali di Achille Lauro, organizzato dalla R.A.I.-“Radio Italiana” con l’Ente Autonomo Mostra d’Oltremare, arriva il primo Festival della Canzone Napoletana.

L’appuntamento è dal 28 al 30 Settembre al Teatro Mediterraneo nella Mostra d’Oltremare. La formula della gara canora è quella inedita della doppia esecuzione dei brani, vale a dire che la stessa canzone viene affidata a due interpreti, uno napoletano “verace” e l’altro non napoletano, per rendere più comprensibile le espressioni e i vocaboli dialettali a tutti gli italiani.

Anche le orchestre furono due: quella che accompagnava i cantanti napoletani era diretta dal Maestro Giuseppe Anepeta, mentre gli altri interpreti erano accompagnati dal Maestro Cinico Angelini. A presentare la serata fu chiamato il popolarissimo Nunzio Filogamo, noto, oltre che per la sua signorilità e per la sua eleganza, anche per il suo proverbiale saluto: “Cari amici vicini e lontani, buonasera, ovunque voi siate!”.

Tra le molte canzoni presentate, una qualificata commissione scelse le venti che diedero vita alla fase finale della manifestazione. Le canzoni furono giudicate da una giuria presente in sala (i giurati erano sorteggiati tra gli spettatori presenti) e da altre giurie dislocate in varie città d’Italia, dove i giudici erano estratti a sorte fra i radioabbonati. Alle ore 21.30 precise del 28 Settembre, puntuale, come voluto dall’organizzazione e con il mitico saluto di Filogamo, ebbe inizio il primo Festival della Canzone Napoletana. Già dalle prime canzoni, come prevedibile, venne fuori la sfida tra le orchestre con i rispettivi interpreti a colpi di musica e poesia, sfida che andò avanti nelle prime due serate fino a quando non furono scelte le dieci canzoni finaliste che, la sera del 30 Settembre, si confrontarono per un’agguerrita finale.

Accompagnata alla proclamazione da applausi ininterrotti, vinse DESIDERIO ’E SOLE, di Tito Manlio e Marcello Gigante, interpretata da Franco Ricci e da Nilla Pizzi, la quale, insieme a Sergio Bruni, con la canzone MARGELLINA di Enzo Bonagura, vinse anche il terzo premio, mentre la piazza d’onore fu di VARCA LUCENTE, di Francesco Saverio Mangieri, cantata da Domenico Attanasio e da Oscar Carboni. Tra le canzoni finaliste si distinsero: LETTERA NAPULITANA, di Gigi Pisano e Luigi Cioffi, cantata Franco Ricci e Achille Togliani; ’E CUMMARELLE, di Arturo Gigliati e Alfredo Giannini, interpretata da Gino Latilla e Antonio Basurto; e soprattutto la bellissima SCIUMMO, di Enzo Bonagura e Carlo Concina, cantata da Achille Togliani e Sergio Bruni.

Tra le canzoni partecipanti vanno ricordate: CARA LUCIA, di Salvatore Mazzocco e Roberto Murolo cantata da Domenico Attanasio e Oscar Carboni; ’O PRINCIPE INDIANO, di Vincenzo Emilio e Franco Barile, cantata da Carla Boni e Vera Nandi; NUSTALGIA, di Giuseppe Bonavolontà, cantata da Oscar Carboni e Sergio Bruni. In questa edizione, come in altre del Festival, alcune canzoni ispireranno la fantasia di bravi registi che, dai soggetti dei loro testi, ne trarranno pellicole di buon successo. Dalle canzoni di questa edizione vennero fuori i films, DESIDERIO ’E SOLE, per la Regia di Giorgio Pàstina, con Giacomo Rondinella, Otello Toso e Virna Lisi e LETTERA NAPOLETANA, sempre per la Regia di Giorgio Pàstina, che affidò ancora una volta a Giacomo Rondinella e Virna Lisi i ruoli di protagonisti.

Il racconto delle canzoni:

DESIDERIO ’E SOLE: Il primo festival della Canzone Napoletana fu vinto da questa canzone che rispecchiava le caratteristiche dell’emigrazione postbellica, mettendo in evidenza “la pecundria” (la malinconia) di chi è lontano e non può dimenticare.

VARCA LUCENTE: Il mare, non solo splendida cornice, ma protagonista in questa canzone di Francesco Saverio Mangieri, seconda classificata: “… Onna che vaje, onna che viene, canta stanotte cu’ mme… !”.

MARGELLINA: Lo specchio d’acqua di Mergellina, che Eduardo Scarfoglio definì “mare di seta e di velluto”, ha ispirato tante belle canzoni, come questa di Enzo Bonagura terza classificata. Il poeta la definisce “Margellina d’e marenare” sostenendo che è  l’unico luogo che sa regalare agli innamorati attimi di vera felicità.

SCIUMMO: una splendida melodia a tempo di slow. Il testo (un canto malinconico di struggente bellezza) paragona l’amore al corso di un fiume e vede nel cammino di quest’acqua il destino di un amore che, inevitabilmente, finirà con il perdersi “a mmare!”. In Francia la canzone divenne un successo personale di Edith Piaf e fu cantata, tra gli altri, anche da Frank Sinatra. 

LETTERA NAPULITANA: di Gigi Pisano e Giuseppe Cioffi – La lontananza  dal proprio luogo d’origine, quando questo luogo è Napoli, si traduce in accorate canzoni, come in questa “Lettera Napulitana” che mantiene in vita un amore e gli affetti più cari. Nel 1954 il regista Giorgio Pàstina, dal soggetto della canzone, né ricavò un film interpretato da Giacomo Rondinella e Virna Lisi.

’E CUMMARELLE: Piace a tutte le donne del quartiere il protagonista di questa canzone e lui verso di loro si comporta con galante cortesia, anche se nel suo cuore c’e solo lei: Stella!

Peppe Esposito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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