FESTIVAL DI NAPOLI 1955

 Festival della Canzone Napoletana

«Il mio racconto» – 3 ^Edizione

 –1955-

Il 1955 è un anno caratterizzato da diverse vicende e da fatti, anche di cronaca, che vale la pena ricordare. Gli sportivi italiani, e in particolare gli appassionati di ciclismo, sicuramente ricorderanno il ritiro dalla attività agonistica di Gino Bartali, dopo una lunga e prestigiosa carriera, mentre gli appassionati di automobili videro la nascita della Fiat “600” che la Fabbrica mise sul mercato al prezzo di 630.000 lire. Il mondo scientifico applaudì Fleming che scoprì la penicillina e la cronaca cittadina (e non solo) registrò l’omicidio di tale Antonio Esposito (commerciante di frutta), ucciso da Assunta Maresca, meglio conosciuta come “Pupetta”, perché ritenuto il mandante dell’omicidio del marito Pasquale Simonetti, soprannominato “Pascalone ’e Nola”.

Ma, tra un evento e l’altro, la vita continua e la R.A.I. -Radio Italiana- archiviata con qualche polemica la seconda edizione, organizza per il 16, 17 e 18 giugno, la terza edizione del Festival della Canzone Napoletana. Si ritorna nuovamente sul palcoscenico del teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare e a presentare l’evento sono chiamati Isa Bellini e Nino Taranto, il quale si esibirà anche come partecipante con la canzone ’A BONANEMA ’E LL’AMMORE, di Jovino e Mario Festa, cantata con Gino Latilla.

Questa terza edizione sarà l’ultima radiofonica, in quanto la R.A.I. -Radio Italiana- si apprestava a diventare RAI-TV. Difatti, la terza serata della manifestazione, venne trasmessa dalla televisione in fase sperimentale. In questa edizione festivaliera incominciarono ad evidenziarsi “le claque”(gruppi di persone pagate per applaudire questo o quel cantante, in modo da condizionare il giudizio delle giurie preposte) che, nella vita del Festival avranno un posto rilevante.

Sempre due le orchestre che accompagnarono i dieci interpreti ai quali furono affidate le sedici canzoni ammesse dalla commissione selezionatrice alla fase finale, e furono dirette dai maestri Giuseppe Anepeta e Cinico Angelini. Al termine delle tre serate di gara, risultò vincitrice la canzone ’E STELLE ’E NAPULE, di Michele Galdieri e Giuseppe Bonavolontà, presentata dal duo Gino Latilla-Carla Boni e da una sempre più brava Maria Paris. A Sergio Bruni ed Achille Togliani andò la piazza d’onore con la canzone DDOJE STELLE SO’ CADUTE, di Francesco Saverio Mangieri, mentre al terzo posto si classificarono Tullio Pan e Gino Latilla con la canzone di Alfredo Gargiulo e Gaetano Spagnolo ’E LLAMPARE. Furono apprezzate dal pubblico, la partecipante NAPULE SOTTO E ’NCOPPA, firmata dallo scrittore Giuseppe Marotta e dal maestro Carlo Concina, cantata da  Eva Nova e Carla Boni, e la briosa canzone, classificatasi prima tra le non premiate, ’O RITRATTO ’E NANNINELLA, di Pasquale Scarfò e Vian, presentata da Gino Latilla e Sergio Bruni, che ne realizzò una interpretazione divenuta, poi, molto popolare.

Il racconto delle canzoni:

’E STELLE ’E NAPULE: Vi è forse al mondo una città più bella di Napoli? In quale parte dell’universo c’è un posto così bello, in ogni ora del giorno e della notte? “La sua bellezza fa ingelosire anche le stelle”, asserisce Michele Galdieri, “è tanto bella che chi la vede quasi non crede ai suoi occhi!”. Ma le vere stelle, “’E stelle ’e Napule”, quelle più lucenti, sono gli occhi delle donne napoletane che splendono come brillanti!  

DDOJE STELLE SO’ CADUTE: Due stelle innamorate decidono di lasciare il firmamento e si lasciano cadere nel mare di Napoli, paese dove, per amore, si ride e si piange per tutta la vita: paese dove l’amore decide se farti vivere o morire!

’E LLAMPARE: Il tramonto si perde nelle azzurre acque del golfo e già le prime lampare spalmano la loro luce sul mare. “Il loro luccichio”, dice un uomo guardando, “somiglia alle lacrime che ho pianto la sera che lei mi ha lasciato; eravamo proprio qui, vicino al mare al tramonto, …Lucevano ’e llampare… e mestamente lei mi disse: Addio!”

’O RITRATTO ’E NANNINELLA: In questa canzone, quarta classificata, divenuta particolarmente popolare nell’interpretazione di Sergio Bruni, troviamo il discorso dolce-amaro di un uomo, che chiede all’amico pittore di dare il meglio di se nel realizzare il ritratto di “Nanninella”, la donna che ama e che lo ha lasciato, pregandolo di unire ai colori pregi e difetti dell’amata.

’A BONANEMA ’E LL’AMMORE: Maliziosa canzone, questa, presentata da Nino Taranto e Gino Latilla. Il testo evidenzia lo sconforto di un anziano padre, provato nel vedere che nei giovani è cambiato il modo di amarsi. “Dove sono le serenate sotto la luna”, riflette malinconicamente, “ora gli innamorati si chiamano con un fischio! …Sarà anche bello, ma io… appartengo all’ottuciento”!

Peppe Esposito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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