“Il coraggio della felicità”: un viaggio in solitaria intorno al mondo sulle orme di Ida Pfeiffer

di Giovanni Abbatangelo

“Sei pazza! È una follia!”. Probabilmente sono queste le reazioni che molti di noi avrebbero se una nostra amica, una nostra parente, nostra madre, all’età di cinquant’anni, ci dicesse che ha intenzione di compiere un viaggio intorno al mondo in solitaria.

“Sei troppo vecchia! È troppo pericoloso! È troppo costoso!” Troppo. Specialmente se ad avere il coraggio e la determinazione di provarci è una donna. Sarebbe troppo anche per noi, la società della libera circolazione delle persone e delle informazioni, che si nutre quotidianamente di voli low-cost e pregiudizi.

Compiere il giro del mondo in solitaria è sicuramente difficile, e lo era ancor di più nell’Ottocento. Eppure esiste una grande donna, Ida Pfeiffer, considerata la più grande viaggiatrice della sua epoca, che ha realizzato più volte questa impresa senza neppure avere Google Maps sul cellulare. La sua storia è incredibile: nata a Vienna nel 1797, da bambina era il tipico “maschiaccio”, essendo stata educata insieme a cinque fratelli maschi. Il suo hobby era la lettura di racconti di viaggi in paesi lontani, sognando un giorno di poterli visitare. Viene costretta dalla famiglia a sposarsi con il facoltoso avvocato Pfeiffer, più vecchio di lei di 24 anni, e si dedica esclusivamente alla famiglia fino all’età di 44 anni, quando decide di seguire il suo sogno: dedicarsi ai viaggi che sognava da piccola e allontanarsi da una società che riconosceva alla donna solo il ruolo di madre e moglie.

Il suo viaggio intorno al mondo inizia nel 1846, quando raggiunge Rio de Janeiro, per poi proseguire verso Capo Horn, Tahiti, Macao, Hong Kong e Canton. Poi raggiunge l’India, la Mesopotamia, i paesi del Caucaso, la Grecia, per rientrare a Vienna nel 1848. Nel 1851 intraprende un secondo viaggio intorno al mondo che le permette di toccare il Sudafrica, Singapore, l’Indonesia, la California e il Sudamerica. È una delle prime donne a scalare le Ande, poi arriva a New Orleans, visita le cascate del Niagara, New York, Boston e Londra.

Ida Pfeiffer, una delle prime “viaggiatrici in solitaria” della storia

Ida, oltre ad essere una grande avventuriera, è stata un’ottima divulgatrice. A partire dai suoi diari, ha infatti pubblicato svariati libri che narrano i suoi viaggi con uno stile autenticamente descrittivo. L’autrice si preoccupa di raccontare la cultura e gli aspetti della vita quotidiana dei popoli che incontra, tanto che i suoi racconti venivano spesso citati nelle riviste scientifiche.

La storia di ida Pfeiffer, per quanto incredibile, non ha mai goduto della visibilità che sarebbe giusto tributarle, nonostante la sua figura sia stata recentemente rivalutata, e in molti hanno provato a raccontare la sua storia. Ma probabilmente nessuno si è spinto a fare ciò che ha fatto un’altra donna, una professoressa lucana che ha deciso di “replicare” il primo viaggio di Ida intorno al mondo, ispirata dalle sue vicende.

Loredana Scaiano, insegnante originaria di Tricarico, in provincia di Matera, ha molto in comune con Ida Pfeiffer. Come la sua “ispiratrice” si sposa molto giovane, e a 26 anni è già mamma di due figli. Si dedica per più di vent’anni alla famiglia e all’insegnamento, quando a cinquant’anni decide di lasciare tutto per un po’ di tempo e compiere il giro del mondo in solitaria. L’obiettivo è semplice: dedicarsi alla ricerca della propria felicità e ritrovare sé stessa viaggiando sullo stesso itinerario compiuto da Ida due secoli prima. Dopo un paio di ospitate in TV, il 28 febbraio 2017 Loredana parte per davvero! La prima tappa è Vienna, poi raggiunge Londra, il Brasile, l’Argentina, il Cile, l’Isola di Pasqua, la Polinesia, la Nuova Zelanda, Hong Kong, Singapore, lo Sri Lanka, l’India, l’Oman, Dubai, l’Iran, l’Armenia, la Georgia, la Turchia e la Grecia.

Loredana Scaiano ha compiuto un viaggio intorno al mondo in solitaria sulle orme di Ida Pfeiffer

Così come Ida, anche Loredana compirà cinquant’anni in viaggio. Così come Ida, che scriveva una pagina di diario ogni sera, neppure Loredana poteva tenersi per sé le emozioni e le sensazioni che la scoperta del mondo le stavano donando, e decise di aprire il blog #idaviaggiadasola (Link), una sorta di versione digitale dei diari che Ida scriveva quando era in viaggio. In questo blog non si parla soltanto delle esperienze vissute, ma più in generale del progetto di cambiare vita, della volontà di dimostrare alla società che ogni donna, se riesce a trovare il coraggio di sfidare tutto e tutti, può compiere piccole e grandi cose da sola, contro tutti i pregiudizi maschilisti di cui la nostra cultura è ancora pesantemente impregnata.

Al ritorno in Basilicata, Loredana si lancia in un’altra avventura: la pubblicazione di un libro. Il suo viaggio, infatti, si trasformerà in un racconto, “Il coraggio della felicità: Il mio giro del mondo in solitaria sulle orme di Ida Pfeiffer”, pubblicato nel 2019 (Link Amazon), un libro che racconta due storie vere, le storie di due donne forti, la descrizione scritta idealmente “a quattro mani” di un’impresa compiuta nell’Ottocento e ritentata due secoli dopo. Il fil rouge che lega le due avventure compiute da queste donne è la libertà: prendersi del tempo per immergersi nel racconto del mondo così come l’hanno visto Ida e Loredana significa liberarsi di ogni preconcetto, lasciarsi guidare attraverso aeroporti, luoghi e culture tanto lontane quanto affascinanti, sognare con loro e provare le loro stesse paure. Le stesse paure che i mass media insinuano quotidianamente e subdolamente nelle nostre menti, gli stessi pregiudizi da cui è possibile liberarsi andando a verificare con i propri occhi la realtà dei fatti.

Loredana sotto i Moai dell’Isola di Pasqua

Ida e Loredana. Due donne che provengono da due terre profondamente differenti. La prima nata a Vienna, una città da sempre cosmopolita, capitale di quell’Impero Austro-Ungarico multietnico e pregno di cultura. La seconda, nata a Tricarico, in Basilicata, originaria di quel profondo sud che il famoso antropologo Ernesto De Martino definì “la terra del rimorso”, un luogo in cui, tra un pozzo petrolifero e un bidone colmo di rifiuti nucleari, ancora oggi una donna “deve” sentirsi in colpa per il solo fatto di aver scelto di vivere da sola, magari divorziare o intraprendere una carriera che la emancipi dall’ombra onnipresente di un uomo. Una terra in cui le donne anziane vanno ancora in giro con il capo velato da uno scialle perché il parroco ha insegnato loro il pudore, esattamente come fanno le loro consanguinee che vivono sull’altra sponda del Mediterraneo, velate dall’Hijab, a cui l’Imam ha dato lo stesso insegnamento. Una terra, la Basilicata, e la provincia di Matera nello specifico, in cui su ogni edificio pubblico campeggia la bandiera dell’Unione Europea, ma che non ha neppure le infrastrutture per raggiungere con i mezzi pubblici la propria città capoluogo, Matera, che nel 2019 è stata insignita proprio del riconoscimento di “Capitale Europea della Cultura”. Ironia della sorte.

Tutto è perduto? Umberto Eco diceva che “la cultura non salverà il mondo”. Forse è vero, ma la cultura può smuovere le coscienze. Dopo aver pubblicato il suo libro, Loredana Scaiano è tornata alla sua routine quotidiana, la stessa da cui è fuggita per cinque mesi nel 2017. Adesso è tornata a Tricarico e ha ripreso a fare l’insegnante, ma la voglia di smuovere le coscienze di quanti hanno sognato, anche soltanto una volta, di scoprire terre nuove e lontane come faceva Ida nel XIX secolo, la sta spingendo a girare in lungo e in largo per raccontare la sua storia.

Sabato 22 febbraio 2020 il libro “Il Coraggio della Felicità” è stato presentato alla comunità di Calciano, un altro piccolo paese della provincia di Matera, a pochi chilometri dalla cittadina di Tricarico. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Socio-Culturale “La Macchietta”, una realtà composta da un gruppo di ragazzi che lottano ogni giorno contro l’immobilismo di pensiero che impera nelle vallate lucane, e si è tenuto in un luogo caro alla Prof. Scaiano, le Scuole Elementari di Calciano, l’istituto dove Loredana ha insegnato nei primi anni 2000 prima di diventare docente di Liceo.

L’autrice Loredana Scaiano incontra la cittadinanza di Calciano

La giornata, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Calciano, è stata pensata come un “percorso” in cui, anche attraverso le fotografie e gli aneddoti raccontati dalla viva voce dall’autrice, si è rievocato il suo viaggio e quello di Ida Pfeiffer, raccontando al pubblico le emozioni suscitate nelle due donne dalla scoperta di questi luoghi.

Tra una curiosità e un ricordo, la discussione si è spinta fino a trattare temi di stringente attualità, come ad esempio le profonde disuguaglianze tra ricchi e poveri che affliggono paesi come l’India, la “leggerezza” dello stile di vita dei popoli polinesiani, senza alcuna sovrastruttura, le riflessioni sulla relatività del tempo nel momento in cui si attraversa la linea del cambiamento di data, la differenza di reddito tra gli abitanti di Dubai e quelli della Basilicata, entrambe zone di estrazione petrolifera, la “follia” di affrontare un viaggio in solitaria rispetto alla “follia” di una vita monotona e senza stimoli. Ma gli spunti di riflessione che “Il coraggio della felicità” ci fornisce sono molti di più. Spetta al lettore il compito di lasciarsi guidare idealmente alla scoperta di luoghi che la maggior parte di noi vedrà soltanto in cartolina, provando a osservare il mondo con gli stessi occhi di Loredana e Ida, e “partire” per un viaggio letterario che è, allo stesso tempo, un viaggio alla scoperta di sé stessi.

Viaggiare in solitaria significa anche esplorare la propria interiorità, ed avere il coraggio di scoprire a fondo noi stessi è l’unico strumento che abbiamo per provare a raggiungere la felicità.

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