IL DIFFICILE RUOLO DEI SINDACI

 
Questa tornata elettorale ha messo in evidenza un malessere trasversale agli schieramenti politici, esemplificativo di quanto oggi sia complicato decidere di assumersi le enormi responsabilità che ricadono su un primo cittadino .Ogni candidato ha dovuto mettere sul piatto della bilancia da un lato di dover affrontare l’impresa di Amministrare una comunità con aspettative di  miglioramento delle condizioni di vita e di accesso ai servizi pubblici e dall’altro di doverlo fare con bilanci alla canna del gas e leggi che sembrano nate quale punizione predeterminata sul cammino di un Sindaco 
Certo, pesa molto la capacità dei singoli schieramenti di aver o meno costruito classe dirigente locale da proporre e sottoporre, attraverso un chiaro programma di governo, al giudizio dei cittadini.
Detto ciò, resta il dato di fatto che il ruolo di Sindaco è oggi oltremodo complesso, poiché la sovraesposizione politica scarica sulle Amministrazioni Locali anche problematiche che possono trovare soluzioni solo dentro contesti normativi nazionali. Uno su tutti il tema del lavoro, sia quale ricerca occupazionale che in relazione al precariato ed alle crisi aziendali.
Ecco perché, la prima vera sfida di un Sindaco eletto, sta nel mettere in gioco la sua autorevolezza, personale e politica, nel determinare una Giunta di alto profilo e competenza.Avere un dialogo istituzionalmente corretto con i Consiglieri eletti nell’Assise Cittadina, con i partiti e movimenti ivi rappresentati, senza commistione di ruoli, significa determinare il cambiamento e allacciare il filo tra cittadini e amministrazione.
Non il populismo dell’uomo solo al comando, non il potere taumaturgico  derivante da pseudo unti del Signore, bensì costruzione di dialogo nel rispetto dei ruoli istituzionali e trasparenza dei progetti sui quali organizzare la città e i servizi pubblici. Bisogna passare dai proclami, spesso enfatizzati o urlati, alla concretezza ed autorevolezza delle dinamiche di confronto politico e del concetto stesso di rappresentanza 
“La tirannia di un principe non porta uno Stato più vicino alla sua rovina di quanto l’indifferenza per il bene comune non vi porti una Repubblica” è una massima del grande filosofo illuminista Montesquieu.

Nel nostro tempo il problema è l’indifferenza che aumenta sempre più nei cittadini su temi quali quelli sinora esposti. La responsabilità di questa divaricazione tra rappresentati e rappresentanti, Popolo e Istituzioni è completamente a carico delle degenerazioni politiche di oltre un ventennio, della perdita di riferimenti sociali e di connotazioni valoriali. Sembrano discorsi lontani dai problemi di ogni giorno, invece sono la parte strutturale che ha portato al depotenziamento dei servizi pubblici e alla evaporazione delle politiche attive per il lavoro, per il Welfare, la Sicurezza la Cultura.

La differenza tra il “mettere una pezza, vivere alla giornata” e avere un progetto politico serio e di respiro organizzativo cogente, parte dall’ avere o meno le radici ben piantate nel terreno Esattamente ciò sul quale oggi stiamo riflettendo e che urgente va recuperato in tutta la politica del nostro paese Certo, da qui deve discendere competenza nell’ individuare le criticità e saperle affrontare in maniera strutturale

Non possiamo immaginare una Napoli a vocazione turistica se non esiste un ciclo dei rifiuti, le strade sono sporche ( anche non lavate), le vie e piazze sono  preda di venditori di merce contraffatta, i monumenti sono circondati da degrado, il trasporto pubblico è da incubo ( metrò limitata nella tratta in pieno agosto, con danno per turisti e cittadini) e se non vi sono seri progetti che guardino ai luoghi di divertimento e aggregazione giovanile .Serietà nell’ affrontare i problemi e nel ricercare  sempre la salvaguardia dei diritti di tutti  Dare un senso, una coerenza di visione organizzativa alla città, aiutandone lo svolgersi delle attività e i tempi delle stesse Ecco, ognuna di queste scelte è di per sé difficile, a volte contraddittoria, per questo il ruolo del Sindaco va sostenuto e riportato alla sua centralità.

Lo Stato deve dare un senso alla propria politica verso gli Enti Locali e le comunità che essi amministrano Serve una sinergia, un patto di sviluppo, che dia nuova linfa anche alla volontà partecipativa dei cittadini Sempre Montesquieu ci lascia un bellissimo momento di riflessione “Le conquiste sono facili a farsi, perché le si fanno con le forze al completo, mentre sono difficili da conservarsi, perché le si difende con una parte soltanto delle forze disponibili”

Bene, la democrazia che regna in uno Stato passa da tanti fattori, uno di questi è la difesa delle conquiste legate all’autorevolezza dello Stato in tutte le sue articolazioni.
Il rapporto tra comunità locale, Sindaco, Consiglio Comunale è tra i fili da tessere e tenete uniti.
L’efficienza dei servizi pubblici, la capacità di rispondere alle esigenze di cittadini e attività economiche, di avere una visione rispettosa della storia di una città, di garantire regole e un idea di equità e giustizia nel renderle operative, determina gran parte della evoluzione futura delle nostre relazioni sociali e della stessa tenuta democratica”
ALBERTO FORTE
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