La paura del giudizio in adolescenza e età adulta

Succede molto spesso che le persone nonostante siano libere a livello materiale, sono invece ovunque incatenate. Una mente in catene è una mente che si costruisce una gabbia ovunque si trova. Uno dei motivi per cui le persone si sentono in gabbia è spesso la paura del giudizio altrui. Sentirsi giudicati è una sensazione comune, ma quando questa diventa una paura eccessiva allora si potrebbe trattare di un disturbo di paranoia. La paranoia porta l’individuo a sentirsi continuamente vittima del giudizio degli altri, vittima di ingiustizie, vittima di complotti e il più delle volte senza una reale ed evidente motivazione.

La paranoia è un caso estremo di paura del giudizio, ma in realtà, dentro di noi, tutti proviamo spesso questo timore. Molte circostanze ci portano a non sentirci all’altezza dei compiti che ci vengono assegnati oppure a non sentirci all’altezza del ruolo che ricopriamo.

Nella vita tutti ricopriamo una molteplicità di ruoli diversi e questo ci porta a sentirci continuamente giudicati in tutto ciò che facciamo. Le persone più fragili lasciano che siano gli altri a dare loro un giudizio, a stimare il loro valore, a dargli una valutazione, un parere, un’opinione.

Non c’è nulla di più frustrante di dare agli altri questo potere. Le persone che hanno bassa autostima e che dunque si sentono più deboli, sono continuamente condizionate dagli eventi esterni. Questo condizionamento esterno può portare la persona a continui sbalzi di umore, a sofferenza, a stress. Bisogna fare in modo, dunque, di non permettere al mondo esterno di avere la meglio sul nostro mondo interiore.

Come riuscirci? Una risposta potrebbe essere la fiducia, ovvero soltanto attraverso la fiducia in noi stessi possiamo contrastare i condizionamenti del mondo esterno. Molto spesso, o forse sempre, tendiamo a dare valore ed importanza al giudizio negativo degli altri perchè siamo noi stessi i primi a giudicarci negativamente. Se noi giudichiamo negativamente noi stessi, inevitabilmente ci sentiremo giudicati e additati dagli altri in maniera negativa, è una legge universale, è anche logica.

Ciò che vediamo nella realtà esterna è il più delle volte una proiezione della nostra mente. Noi continuamente proiettiamo sugli altri i nostri stati d’animo, le nostre emozioni, i nostri pensieri, i nostri giudizi. Tutto questo può accadere quando non siamo sufficientemente a contatto con noi stessi, quando non riusciamo a padroneggiare le nostre emozioni ed i nostri stati.

La mente spesso ci inganna, non ci fa vedere la realtà esterna con chiarezza, ci confonde e ci porta ad essere vittime degli eventi. Tutto questo è causa di una sofferenza che non riusciamo a controllare, che non riusciamo a comprendere, dunque è una delle peggiori sofferenze.

Per essere a contatto con se stessi bisogna ascoltarsi, bisogna fermarsi ad ascoltare il proprio cuore, che cosa desidera veramente, che suggerimenti ci dà per stare meglio. E’ proprio il cuore la risposta a tutte queste problematiche. Dobbiamo nutrirci di emozioni positive, stando a contatto con la natura, con i nostri animali, con le persone che amiamo.

La paura del giudizio degli altri si supera credendo nelle proprie capacità , nel proprio valore, apprezzando le proprie personalissime qualità, imparando anche talvolta ad accettare i difetti con serenità. Il mondo esterno, quindi, dipende soltanto dal nostro modo di guardare le cose, dalle nostre personali interpretazioni.

La realtà è una questione di punti di vista e bisogna fare in modo che il proprio punto di vista sia ricco di positività, partendo da una base di fiducia e di autostima.

Ricorda che prima di conquistare il mondo devi innanzitutto conquistare te stesso e soltanto in questo modo andranno via tutte le tue paure.

 

“IMPERFEZIONI”

 

Nella società attuale esiste una corsa esasperata alla ricerca della bellezza perfetta, del corpo perfetto, del lavoro perfetto. I giovani sono continuamente esposti ai mass media che trasmettono immagini e modelli di visi impeccabili, corpi esemplari. Questo provoca non pochi complessi e problemi negli adolescenti, ma anche negli adulti che arrivano a detestare le proprie imperfezioni.

In realtà la perfezione non esiste in maniera assoluta, tutto è soggettivo e tutto è relativo. Le imperfezioni sono proprio ciò che ci rende unici nel nostro modo di essere, nel nostro modo di esprimerci, nel nostro modo di comportarci e di apparire.

Immaginiamo un mondo in cui tutti siamo perfetti nell’aspetto fisico, nel modo di vestire, nel modo di parlare; sarebbe un mondo incredibilmente noioso, in cui non vi è più distinzione e non vi è più diversità. La bellezza sta proprio nell’essere tutti diversi, nell’essere tutti imperfetti, perchè in realtà siamo tutti imperfetti.

Le imperfezioni sono proprio le caratteristiche che ci distinguono dagli altri, che ci rendono irripetibili e inimitabili. Le imperfezioni sono una fortuna. Spesso in amore si amano proprio i difetti e se qualcuno ama i nostri difetti allora possiamo essere sicuri che quella persona ci ama realmente per quello che siamo e che non vorrebbe cambiarci o sostituirci con nessun altro.

Molte volte le persone non riescono ad accettare le cicatrici sul proprio corpo, considerandole un segno di imperfezione. In realtà quelle cicatrici sono proprio il segno che ce l’abbiamo fatta, che abbiamo superato una difficoltà, un dolore, una malattia. Le cicatrici hanno una storia, sono affascinanti e dovremmo essere orgogliosi di portarle sulla nostra pelle.

Come le cicatrici, anche le rughe hanno un particolare fascino. Le rughe hanno il fascino del tempo trascorso, delle esperienze vissute, sono il risultato del tanto riflettere e degli affanni della vita. Il segreto sta nell’imparare ad accettarci, ad apprezzare le nostre singolarità, nell’essere se stessi.

Se siamo noi stessi nessuno potrà mai superarci. Non bisogna aver paura di mostrarsi al mondo per quello che si è, non c’è cosa più bella della spontaneità, della trasparenza e della sincerità. Se noi stessi ci accettiamo e ci apprezziamo, il mondo ci ricambierà e ci accoglierà.

LE INSODDISFAZIONI DELL’ADOLESCENZA:

L’adolescenza è una fase molto delicata della vita, è una fase di transizione e come tutte le fasi di passaggio provoca destabilizzazione e disorientamento. Durante l’adolescenza ci si trova ad affrontare una nuova realtà sconosciuta e questa provoca spavento e timori.

Durante questa età della vita ci si trova con un corpo trasformato che non si riesce più a riconoscere. Sono tante le insoddisfazioni che si manifestano durante questa fase, legate sopratutto al proprio aspetto fisico. Le ragazze sono più colpite da questo tipo di insoddisfazione, causata anche dal fattore della giovane età.

Molto comuni sono i problemi di sovrappeso, con concentrazione del grasso nella metà inferiore del corpo nelle donne. Spesso il sovrappeso dipende dall’inclinazione familiare, sopratutto da parte della madre. Nelle famiglie in cui viene attribuita particolare importanza all’aspetto fisico, le ragazze tendono a vivere la condizione di sovrappeso con maggiore sofferenza.

La società inculca nella mente delle ragazze ideali di donne con un corpo sottile e perfetto e quindi è essa stessa a contribuire alla sofferenza delle giovani adolescenti. Nel contesto scolastico sono frequenti le esperienze di derisione, di bullismo, di prese in giro e questo porta le ragazze a sentirsi ancora più disagiate.

E’ fondamentale in queste situazioni un’educazione al corpo e alle emozioni, è importante che i genitori siano presenti e sappiano affrontare la situazione. In certi casi estremi è necessario anche l’intervento di uno specialista e di un medico. continua…

Dott.ssa Silvana Santospirito

Educatrice

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