Le Mille ed una Metro

In questi giorni stiamo ascoltando numerose notizie in merito all’inizio di ulteriori lavori di completamento della “Linea 1” della metropolitana di Napoli. Lavori che dovrebbero vedere la realizzazione delle ultime stazioni di “Secondigliano”, “Piazza Di Vittorio”, “Aeroporto”, “Poggioreale”, “Tribunale” e “Centro Direzionale”. Dovrebbero. Il condizionale è d’obbligo in quanto viene spontaneo chiedersi chi sa quando riusciremo a vederle e in che tempi.
Sì, perché è importante fare un attimo la cronistoria dei lavori perché forse non tutti sanno che il progetto dei lavori che prevedeva il collegamento di piazza Matteotti con il Vomero e quindi la Zona Ospedaliera risale al 1963, ben cinquantaquattro anni fa.
Passano gli anni, fra alterne vicissitudini e progetti, i lavori iniziano nel dicembre del 1975 con la posa della prima pietra per la costruzione della Stazione “Medaglie d’Oro”.
Tra blocchi di fondi, ritardo dei finanziamenti Europei e nuovi percorsi che vedono l’allungamento della linea metropolitana ai territori periferici, si arriva ad un  primo completamento della tratta “Vanvitelli – Colli Aminei” nel 1993; sono passati appena venti anni.
Tra il 1996 ed il 2000 aprono i cantieri che vanno da “Materdei” a “Dante”, da “Dante” a “Garibaldi”, la nascita di altri progetti che portano all’annullamento di stazioni quali “Forcella” e, quindi, la creazione di nuove quali “Municipio” ed “Università”; si scende, quindi, lentamente verso il centro della città, arrivando alla stazione “Museo”, a “Dante” (nell’omonima piazza), a quella “Toledo” in via Roma e così via, fino al completamento dei relativi progetti. Vi è solo un piccolo particolare: siamo arrivati negli anni 2000, più precisamente nel 2015.
Con l’apertura della stazione “Municipio”, facendo i calcoli, tra la posa della prima pietra -1975- e l’inaugurazione di parte di quest’ultima sono trascorsi circa trent’anni e bisogna ancora completare i lavori del tratto “Duomo” e “Nicola Amore”.
Nel frattempo cosa è accaduto?
Nel frattempo il mondo è andato avanti; sono state realizzate opere colossali quali, nel 1994, la realizzazione del tunnel sotto il canale della Manica (uno dei tunnel sottomarini più lunghi al mondo, 39 Km sotto la superficie del mare, che unisce la Francia alla Gran Bretagna, costruito più o meno in 7 anni), nonché il raddoppio del canale di Suez, opera faraonica di 35 km realizzata in un anno ed inaugurata nel 2015.
Discorso a parte merita il famigerato “tram sprint” che dovrà unire il quartiere di Fuorigrotta (FORSE) con piazza Municipio. I lavori dovevano essere completati nel 1990, anno dello svolgimento dei mondiali di calcio in Italia. Per adesso sono arrivati (siamo al 2018) in piazza San Pasquale. Intanto sono ancora in atto i lavori in piazza della Repubblica, piazza quest’ultima che una generazione di Napoletani non ha idea di come sia fatta senza cantieri, gli altri la ricordano poco, infatti, precedentemente, vi furono i lavori fognari che interessarono la piazza per numerosissimi anni.
Viene da chiedersi se la famosa statua dedicata agli Scugnizzi eroi delle quattro giornate di Napoli esista ancora…
Quanto sia costato precisamente tutto questo non è dato sapersi. Probabilmente si è perso il conto.
La cosa invece che ci consolerà ulteriormente è che l’opera sarà, come già avvenuto, affidata all’ANM (ex ATAN), un’azienda perennemente sull’orlo del fallimento, estremamente politicizzata e sindacalizzata.
Alla luce di tutto ciò, appare chiaro che vi è un’unica certezza: la capacità di sopportazione dei napoletani è infinita.

B.C.

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