NAPOLI: LA VITA ,LA CULTURA ,I GIOVANI IL PROGRESSO

A leggere articoli dei grandi quotidiani degli anni 60 e 70, si prova un misto di rispetto e di delusione.

Il rispetto è per quella valenza di cronaca, di critica politica, di capacità di produrre dibattito, confronto di idee e in ultimo, di fare crescere nel paese la volontà di costruire una società più equa, dove i diritti non fossero ” gentili” concessioni. La delusione sta nel dover ammettere che tutto questo è stato vanificato, sciolto nella lontananza sempre più ampia tra popolo e istituzioni, nella crisi senza fine dei partiti, nella ricerca dell’ uomo solo al comando Oggi, è persino complicato sentirsi ” cittadini”, quali portatori di diritti che si coniugano attraverso il senso del dovere.

Essere parte di una comunità, che attraverso la partecipazione democratica e la forza delle Istituzioni, scrive il proprio presente e costruisce il futuro A pagare il prezzo più alto di tutto ciò sono i più deboli e i giovani. La percezione che tutto ciò può dare è dannosissima, devastante: uno stato forte con i deboli e debole con i forti Ecco, perché bisogna recuperare il senso del dovere, il valore civico della partecipazione, l’etica della politica: in parole povere dare centralità a Cultura e Sapere. Chi asserisce che con la cultura non si mangia non solo fa un pessimo servizio alla propria comunità, ma dimentica che solo con la Cultura, la Conoscenza, il Sapere, si progetta il futuro. La Cultura è la visione di una città, il conoscerne la storia, le spinte evolutive e le inerzie ( spesso figlie di un misto tra sacche d’ignoranza, falsa visione delle tradizioni e nella peggiore delle ipotesi la mentalità delinquenziale), tradurne le potenzialità in atti concreti, dare senso all’ azione delle Istituzioni.

.Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza.” ( Socrate)

Ecco perché, lottare, dare fondo ad ogni sforzo per scuole di qualità vere fucine di meritocrazia, per la parità di accesso all’istruzione, per la lotta all’abbandono scolastico, deve divenire centrale nella visione politica della polis. Creare classe dirigente, una consapevolezza del bene comune, non può avvenire senza lo studio, la bellezza dei Musei, la conoscenza della propria storia 

Senza ciò, non vi sarà mai rispetto per la città, i monumenti, le vie e le magnifiche piazze L’assetto urbanistico, commerciale, industriale e turistico, non può essere figlio dell’improvvisazione bensì della capacità di fare analisi del contesto, sintesi di idee e concretezza nella progettazione.

Ci sono nei fatti due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.” Ippocrate 

Ecco, alla nostra città serve porre al centro scienza e cultura, insieme a uno Stato che sia presente nel combattere emarginazione e malaffare. L’ emarginazione va curata e prosciugata, il malaffare distrutto 

Accipere  quam facere praestat iniuriam.

È meglio subire un’ingiustizia, piuttosto che compierla.

(Marco Tullio Cicerone)

Il nostro popolo ha subito tante ingiustizie spesso, però, non le ha combattute, le ha tollerate e fatte proprie a loro volta.

Le forze illuminate, coscienti di tutto ciò, possono ancora ribaltare un presente drammatico per porre le basi a un domani di progresso        

ALBERTO FORTE 

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