PERCHE’ SCEGLIERE “INTEGRALE”

Sono diverse le motivazioni per le quali è preferibile optare per una scelta indirizzata a cibi integrali e non raffinati, sia in termini di salute che di prevenzione.

Cerchiamo di capire il perché.

Innanzitutto va considerato che nella farina e nei cereali  integrali vi sono nutrienti preziosi, quali vitamine, sali minerali, acidi grassi essenziali, fitochimici, antiossidanti ed altri componenti bioattivi che vengono persi durante il processo di raffinazione.
Spesso, inoltre, vengono aggiunti additivi che possono risultare tossici, creare danni al nostro organismo ed inquinare il nostro ecosistema interno.

Un altro fattore importante è l’indice glicemico, che risulta essere ben più alto nei prodotti raffinati, comportando un incremento di insulina e, nel tempo, un accumulo dei depositi di grassi e conseguente indebolimento del nostro organismo.

Le conseguenze possono essere varie: aumento di peso, del tasso di trigliceridi e della probabilità di incorrere in patologie cardiache o altre quali ipoglicemia e diabete, infiammazioni di diverso tipo ed infine anche tumori.

Inoltre, un eccessivo consumo di farine raffinate può comportare la soppressione di ormoni fondamentali quali il glucagone, fondamentale perché favorisce il consumo di grassi e zuccheri, e l’ormone della crescita che, invece, produce l’aumento della massa muscolare a scapito di quella grassa.

Mentre invece favorisce il rilascio di dopamina, uno degli ormoni deputato al benessere, il che crea spesso una vera e propria “dipendenza” da questi prodotti con le ovvie conseguenze.

Non vanno poi sottovalutati i danni all’intestino.

Infatti la farina bianca e quindi i prodotti da essa derivati, creano a livello del colon delle “placche collose” – basti pensare che anticamente la farina mescolata ad acqua veniva utilizzata come colla – che col tempo possono diminuire la facilità del transito ed espulsione delle feci, creare un’alterazione della flora batterica,  infiammazioni (colite) delle pareti intestinali con perdita dell’impermeabilità delle stesse a sostanze tossiche, parassiti o particelle di cibo non ben digerite che entrano così in circolo nel nostro corpo tramite il sangue o altri liquidi organici.

Come tutti i cambi, soprattutto dal punto di vista alimentare, io consiglio l’introduzione dell'”integrale” in maniera graduale, per abituare il palato e per imparare ad accettarla non come una “punizione”, bensì come uno stile di vita che non può far altro che migliorarne la qualità.

Il difficile impatto iniziale con i sapori differenti, con il tempo, si trasforma in una discreta soddisfazione anche del palato, tanto è che sono in tanti che cominciano a prediligere – in termini di “gusto” – l’integrale al raffinato!

E’ bene, però, sottolineare l’importanza dello scegliere ed acquistare in maniera “scrupolosa” i prodotti integrali per non incorrere nelle comuni trappole del mercato, ma di questo parleremo prossimamente!

Dott.ssa Erika De Meo
Naturopata, Erborista,
Terapeuta olistica ad indirizzo psicosomatico e bioenergetico
erikademeo@rocketmail.com

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