Pino è…………..Infinito!

Leggendo il titolo della manifestazione, e dopo averla vissuta, viene da dire forse la cosa più scontata e banale del mondo: “Pino è” di tutti! Sugli spalti generazioni diverse, gente di tutte le età, tutte lì, con l’intento di celebrare uno dei più grandi artisti che la musica italiana abbia mai avuto, con l’unico desiderio di divertirsi ed emozionarsi. Scopo ampiamente raggiunto, palpando le sensazioni e gli umori della gente presente al concerto.
Erano presenti Siani, Lorenzo Cherubini, Eros Ramazzotti, Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello, Enrico Brignano (il quartiere Prati di Roma è come quello della Sanità di Napoli???), Biagio Antonacci, Alessandra Amoroso, Gianna Nannini, Giuliano Sangiorgi, Emma Marrone, De Gregori (moglie munito…), il Volo, Elisa, , Baglioni, Venditti, Clementino, Renga, Irene Grandi, Mario Biondi, Enzo Avitabile, Teresa De Sio, Paola Turci, J-Ax, Gragnaniello, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Raiz e tanti altri artisti anche non cantanti. Tutti a dare il loro contributo.
Sul concerto cosa dire? A parte le odiose pause dovute alle esigenze televisive, si notava una palese discrepanza tecnica tra i musicisti, di livello eccelso (James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Fabio Massimo Colasanti, Elisabetta Serio, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano, Agostino Marangolo, Tony Cercola) e molti dei cantanti che hanno partecipato.
Fatta eccezione per la performance di Giorgia che, come dice Fiorello, “può cantare anche l’elenco telefonico” e delle strepitose esibizioni di Fiorella Mannoia e Massimo Ranieri, il resto sono state delle interpretazioni più o meno riuscite delle tantissime canzoni del “Mascalzone Latino”.
Alcune hanno fatto sorridere, come quella della Vanoni che ha cantato leggendo il testo piegata sul pianoforte e che non ricordava il nome del suo compagno di duetto Federico Zampaglione, altre hanno emozionato, altre ancora hanno fatto un po’ storcere il naso a tanti napoletani per la pronuncia un po’ improvvisata.
La perfezione, forse, si sarebbe ottenuta se gli artisti italiani avessero cantato le canzoni in italiano ed i napoletani quelle in napoletano, però va bene così!
Parliamo di un evento di quattro ore il cui scopo era celebrare un gigante, un immortale, omaggiandone la sua straordinarietà e, soprattutto, la sua unicità.
Spettacolo nello spettacolo, a fine concerto, “Napul’è” cantata da tutto lo stadio con la voce di Pino in sottofondo con l’accompagnamento di un James Senese stellare.
Indipendentemente dalle interpretazioni è stato meraviglioso avere l’ulteriore conferma che Pino Daniele è stato una sorta di pittore che, con la sua tavolozza di “mille culure”e le sue sfumature fatte di “mille paure”, è riuscito a dipingere la sua Napoli, per una sera capitale d’Italia, raccontando semplicemente “Tutta n’ata storia”.
Marco Capuano
 
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