Ponti dentali fissi: come sono fatti?

I ponti dentali fissi sostituiscono i denti mancanti. La protesi fissa è molto apprezzata per la stabilità, la robustezza e  l’aspetto estetico.

Il ponte dentale è la scelta obbligata laddove, in sostituzione del dente naturale, l’impianto non sia una scelta praticabile.

Il ponte è composto da tre elementi: due pilastri (a destra ed a sinistra degli elementi mancanti) ed il ponte vero e proprio.

Per i due pilastri, è possibile utilizzare i denti naturali, opportunamente preparati (tramite un incapsulamento adatto ad accogliere il ponte), oppure si potranno installare nell’osso mandibolare o ascellare, delle viti endossee che forniranno il supporto necessario all’installazione del ponte.

Il risultato è molto apprezzabile dal punto di vista estetico.
La funzione è normale e non si sente disagio nell’utilizzo.

Ponti dentali: i materiali

Come nelle corone dentali, i ponti possono essere realizzati in un unico materiale (monolayer), oppure avere un’anima (detta “core”) in materiale diverso rispetto l’esterno (bilayer).

I ponti monolayer possono essere in ceramica integrale, resina composita o in zirconia, mentre quelli bilayer possono avere il core in ceramica, metallo, leghe auree nobili o vili.

Nel primo caso il core può essere rivestito in ceramica stratificata, mentre negli altri casi, si può adottare anche la resina composita.

La scelta della tipologia e dei materiali, varia in base alla posizione, alla funzionalità, alla dimensione etc.

Sarà il dentista a suggerire la soluzione migliore per il caso specifico.

Dott. Valerio Piccolo
Odontoiatra

www.studiodentisticopiccolo.com

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