Sacro e Profano. La Chiesa di San Giovanni a Carbonara nel cuore di Napoli.

"Facciata della Chiesa di San Giovanni a Carbonara"

Nel cuore di Napoli, tra macchine e motorini, ad osservare la vita dei passanti è una Chiesa di grande fascino e storia. In via Carbonara, si innalza una struttura imponente: la Chiesa di San Giovanni a Carbonara. Per raggiungerla è necessario salire delle rampe di scale, opera di Ferdinando Sanfelice (1707 d.C) e più continui a macinare i gradini che la compongono, più il panorama della meravigliosa città campana si amplia. Da quell’altezza puoi immergerti nel fascino dei palazzi, delle vie, dei panni distesi al sole. Ma l’incanto non termina qui. Da lì è facile respirare la storia, la cultura, la realtà in cui è situata la Chiesa fondata nel 300. Tornando indietro nel tempo, la zona in cui è situata la Chiesa era completamente diversa. Via Carbonara non rientrava nelle mura che abbracciavano Napoli e nel periodo medievale, aveva il semplice scopo di raccogliere i rifiuti delle acque meteoriche che scorrevano dalle colline e raggiungevano il mare. Ed era proprio fuori dai confini, in quella che oggi è Via Carbonara, il cuore della Città, che si tennero giochi e tornei tanto cruenti da provocare il disgusto del Papa. Il luogo sacro fu costruito, come necessità morale e spirituale, grazie alla donazione del suolo da parte del patrizio napoletano Gualtiero Galeota ai padri agostiniani, la cui vita è raccontata da alcune opere ancora presenti.

“Scene di vita Monastica dei padri agostiniani presenti nella Chiesa”

Con l’arrivo a Napoli del re Ladislao di Durazzo la Chiesa di Via Carbonara fu completamente ristrutturata assumendo l’aspetto che attualmente presenta, ad eccezione di alcune modifiche avvenute nei secoli seguenti.

“Monumento funebre a Ladislao di Durazzo”

All’interno, con uno stile gotico e la sua pianta rettangolare, spicca il monumento di re Ladislao, costruito tra il 1414 ed il 1428, per il volere della sorella Giovanna II, su cui sono raffigurati la sorella stessa e il re a cavallo armato di spada.

Alle spalle del re a Cavallo si innalza imponente la Cappella Caracciolo del Sole, con il monumento di Sergianni Caracciolo, grande siniscalco e amante della regina Giovanna II. Altre Cappelle, quali quelle dei Miroballo, dei Somma e la cappella dei Caracciolo di Vico, impreziosita da statue e importanti monumenti sepolcrali, e l’altare della Madonna delle Grazie, costituiscono la meravigliosa Chiesa.

“Crocifisso di Vasari”

Della Chiesa facevano parte anche alcune importanti opere di Giorgio Vasari. Attualmente, è possibile ammirare il meraviglioso Crocifisso dell’ artista. Gli altri dipinti, invece, sono sottoposti ad importanti opere di restauro. I dipinti furono commissionati nel 1545 dall’ Ordine degli Agostiniani e realizzati da Vasari nel 1546.

Ma il fascino della Chiesa di San Giovanni a Carbonara si manifesta specialmente in alcuni simboli che raccontano di un’ altra faccia di Napoli: la Napoli esoterica. Ne citeremo solo alcuni, con la speranza che possiate di persona assaporare la storia e i misteri che nasconde.

Partendo dal suo assetto, la Chiesa si sviluppa sull’asse longitudinale est-ovest, per dei motivi precisi. Sicuramente c’è l’aspetto religioso, in quanto era rivolta verso Gerusalemme, ma anche esoterico. La posizione, orientata verso il sole nascente, simboleggiava l’apertura alla forza cosmica della Luce. La stessa rappresentazione del Re Ladislao è avvolta nel mistero. Il monumento era atipico per un luogo sacro. Infatti, un re che sfodera la spada non è affatto consuetudine in una Chiesa. C’è da aggiungere, inoltre, che Ladislao fu scomunicato dalla Chiesa. Indossa, inoltre, un’armatura, ma non aveva condotto guerre. Ladislao fu una delle prime figure storiche a tentare l’unificazione politica dell’Italia sotto un solo scettro. Il suo scopo era rendere Napoli il centro propulsore di un processo politico.

La Cappella Caracciolo del Sole è uno splendido esempio di arte quattrocentesca. Essa è ricca di simboli e di questi ne citeremo solo alcuni. Presenta una forma circolare, ma le colonne della cappella formano a loro volta un ottagono iscritto nel cerchio e tale forma geometrica è chiaramente osservabile nelle piastrelle del pavimento maiolicato. Abbiamo, quindi, un ottagono in cui è iscritto il cerchio all’interno del quale è visibile un secondo ottagono.

“Cappella Caracciolo del Sole”

L’ottagono è una forma geometrico-simbolica. Rappresenta un quadrato che ruota su se stesso; esso è l’unione tra cerchio e quadrato. Il primo simbolo rappresenta il Cielo, il secondo la Terra. Rappresenta, dunque, il mondo intermedio, quel mondo di Entità mediatrici, interposte tra il divino e l’umano. In termini di numerologia simbolica corrisponde all’8, che simboleggia l’infinito ed è espresso graficamente da due zeri congiunti. I simboli che caratterizzano questa Chiesa non terminano qui. Essi ti accompagnano per mano per tutto il tempo in cui si è nella navata e nelle cappelle. Si nascondono, a volte, ad un occhio poco attento, per poi mostrarsi improvvisamente, maestosi, ai più, senza la necessità di uno studio approfondito o particolari saperi. Il Sacro si fonde con il Profano, il percorso artistico e storico lascia ogni visitatore a bocca aperta. Vale la pena visitarla e assaporare ogni racconto, attraverso le guide turistiche, spesso, presenti nella struttura. Vale la pena ripercorrere con la mente, il cuore, la curiosità, ciò che Napoli è stata ed è, attraversando secoli di storia che respirano ancora in questa maestosa struttura, capire e rivivere ciò che la bella città era quando il sole batteva sulle mura, sui palazzi e sulle Chiese e ciò che, invece, nascondeva nel buio della notte e del mistero.

 

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