Un bassorilievo di Donatello nel cuore di Napoli: la chiesa di Sant’Angelo a Nilo

La facciata della Chiesadi Sant'Angelo a Nilo di Napoli

di Giovanni Abbatangelo

Cos’hanno in comune il “David”, il “Banchetto di Erode”, la “Maddalena” e il “Sepolcro del Cardinale Brancaccio”? Sono tutte opere di Donatello, nato Donato di Niccolò di Betto Bardi, senza dubbi uno dei massimi esponenti del Rinascimento fiorentino.

Cosa rende differenti, al contrario, le 4 opere? Per ammirare la grandiosità delle prime 3, tra le più famose mai realizzate dal genio di Donatello, bisogna fare molti chilometri e recarsi in Toscana, mentre per godere del “Sepolcro del Cardinale Reinaldo Brancaccio” basta fare un giro a piedi nel centro storico di Napoli ed entrare nella meravigliosa Chiesa di Sant’Angelo a Nilo (detta anche “Cappella Brancaccio”) situata a Piazzetta Nilo, a pochi metri dalla centralissima Piazza San Domenico Maggiore e visitabile gratuitamente.

Soltanto i più appassionati d’arte sanno che il celebre scultore fiorentino, a partire dal 1425, iniziò un sodalizio artistico quasi decennale con Michelozzo, anch’egli ottimo scultore e architetto. I due si dedicarono senza sosta alla realizzazione di svariate opere tra cui il Pulpito del Duomo di Prato, la Lastra tombale di Giovanni Crivelli in Santa Maria in Aracoeli e il Tabernacolo del Sacramento, custoditi in Vaticano. Ma uno dei capolavori più imponenti che Donatello e Michelozzo ci hanno lasciato è conservato proprio nella Chiesa di Sant’Angelo a Nilo: sulla parte anteriore del già citato Monumento al Cardinale Brancaccio è infatti presente il Rilievo dell’Assunzione della Vergine, esempio magistrale di rilievo in stiacciato.

La facciata della Chiesa di Sant’Angelo a Nilo di Napoli

Il cardinale Rinaldo Brancaccio iniziò la costruzione della chiesa che custodisce questo prezioso tesoro nel 1385, non lontano da Palazzo Brancaccio, uno stupendo edificio visibile ancora oggi in Via Mezzocannone di proprietà dell’antica famiglia nobiliare, e la dedicò ai Santi Angelo e Marco. L’edificio è stato rimaneggiato più volte fino al 1709, quando assunse le sembianze odierne. Con il suo nome richiama la statua ellenistica del Nilo posizionata su un basamento nell’omonima piazzetta poco distante.

La memoria del cardinale è perpetuata anche sulla facciata esterna, più precisamente in un affresco ad opera di Nicolantonio del Fiore situata nella lunetta soprastante l’architrave che raffigura la Vergine e i Santi Michele e Baculo che presentano il cardinale Brancaccio. L’interno conserva importanti testimonianze artistiche, tra cui il sepolcro e il bassorilievo a opera di Donatello, uno straordinario capolavoro che evidenzia la fase di transizione dalle forme gotiche a quelle rinascimentali.

Il Monumento a Rinaldo Brancaccio, visibile in una cappella alla destra dell’altare maggiore della chiesa, fu realizzato da Donatello e Michelozzo in una bottega pisana e i vari pezzi furono trasportati a Napoli via mare nel 1428. Completamente scolpito nel marmo, è alto più di 11 metri e profondo poco meno di 5 metri. A primo impatti, sembra di trovarsi di fronte a un enorme palcoscenico che ospita il sepolcro: due colonne sorreggono un arco a tutto sesto; in alto si trova la cuspide dallo stile goticizzante, con al centro il rilievo del Redentore e, ai lati, due putti con trombe. In basso, troviamo un altorilievo (la Madonna col Bambino) e le figure di San Michele e San Giovanni Battista.

Monumento a Rinaldo Brancaccio, dettaglio

Il sepolcro vero e proprio è sorretto da tre cariatidi. In alto si trovano il ritratto del cardinale e l’iscrizione (in latino): «Rainaldo Brancaccio – Cardinale della Santa Romana Chiesa, di questa – Chiesa e del sacro – ospedale fondatore – morì il 27 marzo – nell’Anno del Signore 1427». Sul sarcofago, in mazzo a due stemmi, è posizionato lo stupendo rilievo in stiacciato dell’Assunzione della Vergine grande 53,5×78 cm.

Il rilievo dell’Assunzione della Vergine di Donatello

La scelta di ritrarre la scena dell’Assunzione per un monumento funebre è poco usuale, infatti si crede che sia stata un’esplicita richiesta del cardinale. Al centro del rilievo compare la Vergine Maria seduta un trono mentre ascende al cielo con l’aiuto di un gruppo di angeli. Donatello è riuscito a dare all’immagine della Madonna un’incredibile espressività ritraendola con dei lineamenti idealizzati, ma come una donna in età avanzata, riuscendo a creare delle ombre scure intorno alle braccia e al viso che rendono il colpo d’occhio estremamente suggestivo.

Come raggiungere la Chiesa di Sant’Angelo a Nilo

Indirizzo:

Piazzetta Nilo (incrocio Via Mezzocannone), 80134 Napoli. Metro “Linea 1”, fermata “Università”, poi a piedi per 600 metri risalendo Via Mezzocannone.

INGRESSO GRATUITO

Photo Credits: Wikimedia Common

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