Uno sguardo oltre la finestra: Le polizze vita

Quelle che comunemente chiamiamo “polizze vita”, sono denominate in gergo tecnico TCM, acronimo di Temporanea Caso Morte.
In realtà, nel lessico assicurativo, il termine“ morte” o “decesso”, non è usualmente utilizzato. Il motivo è facile da comprendere ed è un po’ un concetto comune, legato anche e soprattutto alla scaramanzia.
Ecco perché spesso non si usa differenziare le diverse tipologie di polizze e, sovente, si utilizza esclusivamente il termine “polizza vita”. La differenza però esiste, eccome. Una polizza (il documento che comprova la sussistenza di un contratto tra le parti), che prevede che l’assicurato sia in vita, a scadenza del contratto, è più un prodotto che sconfina nel settore previdenziale, la temporanea caso morte, invece, al momento della sottoscrizione inizializza una “scommessa” tra la compagnia assicurativa e la vita stessa dell’assicurato.

Cosa è una TCM e come funziona?

Una TCM, impegna l’azienda assicuratrice a versare un capitale agli eredi dell’assicurato, in caso di mortalità di quest’ultimo. A ben pensarci, è una tipologia di contratto molto semplice: io assicurato, sottoscrivo un contratto che, in base alla mia età (al momento della sottoscrizione) ed alla durata dello stesso, mi costa un tot. Se, malauguratamente, perdessi la vita durante il contratto (in regola coi versamenti), i miei beneficiari percepiranno una cifra X, altrimenti la società tratterrà tutti i soldi che ho versato negli anni.

Perché le persone sottoscrivono una polizza del genere?

Non c’è molto da dire, trattasi di una esigenza che può insorgere negli anni della maturità di un uomo o di una donna. Soprattutto se si ha famiglia. Rispondo a questa domanda con l’esempio che, circa 15 anni fa, un abile ed esperto assicuratore, oggi mio caro amico, mi fece, per meglio farmi comprendere il significato intrinseco di polizza sulla vita.
Il collega mi disse: “fai finta di essere deceduto e di metterti a guardare tua moglie e i tuoi figli attraverso la finestra di casa tua. Cosa vedi? La tua famiglia, in probabili difficoltà economiche, che deve tirare avanti senza di te? Ecco…questo è il significato. Il valore, cioè, della tua vita, del tuo apporto, della tua partecipazione al sostentamento della tua famiglia”.

Con poche parole, mi fece comprendere appieno il significato di una polizza legata al mio eventuale decesso.

Posso sottoscrivere una TCM a tutte le età e in ogni condizione fisica?

Evidentemente no. La TCM è un prodotto assicurativo basato principalmente su 2 fattori: l’età e lo stato di salute. Nessuna compagnia rischierà capitali per un ultrasettantenne o una persona con evidenti ed acclarati problemi gravi di salute. Un ottimo valore dalla nostra parte è il fatto che, sottoscrivendo una TCM oggi, blocchiamo la nostra età biologica per tutta la durata contrattuale.

Esistono solo polizze vita a fondo perduto?

No, in commercio esistono anche le cosiddette polizze “miste”, in cui una parte del versato (mensile, trimestrale, semestrale o annuale) viene trattenuto dall’azienda per coprire gli eventuali costi di liquidazione in caso decesso dell’assicurato; il resto viene restituito alla fine del contratto, maggiorato di un piccolo margine d’interesse.

Una polizza TCM più evoluta è la polizza cosiddetta “cashback” che, in caso di sopravvivenza dell’assicurato, restituisce (senza però dare interessi), anche fino al 100% del versato.

Per finire, a chi, come consulente assicurativo, mi chiede se consigliare una polizza TCM o meno, rispondo sempre di considerare un insieme di fattori diversi: quello economico (la maggiore liquidità oggi, serve sempre), la propria età (ottimo valore se si è giovani, una TCM costa pochissimo) e la propria condizione famigliare.

In quel caso, consiglio di…dare uno sguardo oltre quella finestra.

Dott. Arnaldo Laghi
Consulente Assicurativo
laghiassicurazioni@gmail.com

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