Walton Zed, “io e l’arte”: mi presento.

Il linguaggio contemporaneo e le arti figurative

Non tutti i giorni capita di imbattersi in emozionanti espressioni artistiche che ti lasciano senza fiato, non tutti i giorni ti capita di essere al cospetto di qualcuno che esprime la sua visione del mondo tramite le arti figurative. Questo è ciò che accade davanti all’artista contemporaneo, nato a Cercola, in provincia di Napoli, Walton Zed. Dallo sguardo “bruno” e “oscuro”, il maestro d’arte, grafico pubblicitario, esperto in anatomia artistica, quando inizia a parlare dell’arte gli si illumina il volto, proprio a volerci indicare “io sono ciò che esprimo”.

Alla domanda circa la finalità delle sue opere, l’artista risponde affermando che il messaggio che si cela dietro di esse è un’esortazione al ritorno al vivere “secondo natura”, un ritorno a vivere secondo il bambino che è in noi. Emerge quanto sia difficile per chi vive di sensazioni l’identificazione in quei mezzi coniati dalla tecnologia che ci rendono più macchine e meno umani, più numeri e meno persone. Secondo le parole di Walton Zed, i media di ultima generazione, quelli che chiamiamo generalmente “social”, tendono ad isolarci e a creare un paradosso: la nostra intimità perde della sua autenticità essendo spiattellata su di una piattaforma virtuale cui ognuno può prendere parte. “Tutto ciò scatena la mia fantasia” e poi continua: “a volte basterebbe ripristinare il contatto umano piuttosto che essere sempre in cerca di emozioni tramite un apparecchio tecnologico,contenente sistemi intangibili eppure così centrali per la nostra quotidianità”. Un artista è in qualche modo consapevole dei suoi sensi e ciò che cerca di fare è dare espressione a quel fanciullo nascosto, quel fanciullo che può trovare commozione in un tramonto, in quella che al giorno d’oggi può considerarsi un’inezia. Questo aderire alla maschera dei social scatena in W.Z. un istinto aggressivo, seppur mosso da un qualcosa di estremamente puro e “primordiale”.

La sua arte pittorica si ispira a Caravaggio, a Bacon, all’Espressionismo Tedesco Astratto e all’arte del secondo dopoguerra e, per citare le parole del pittore, “nonostante la resa realistica, apparentemente legata ad un criterio ragionato, la modalità delle pennellate è istintiva, espressionista”. Inoltre, appare di capire dalle domande poste che la pittura di W.Z. trascende la tematica, è mossa da un vortice di emozioni, è mossa dalla soddisfazione di mettere in atto un istinto, completamente indipendente dal contenuto.

È chiaro che la poetica dell’artista si contrappone al modo di vivere contemporaneo, troppo legato al mondo virtuale e privo di naturalezza, ma nonostante ciò, egli stesso decide di combattere questo “fenomeno” proprio attraverso facebook con la produzione di tavole disegnate in digitale.

Durante l’intervista, l’artista ci porta a conoscenza di un’altra passione, quella del cinema sperimentale e del cinema d’autore, in particolare riconosce l’importanza nel suo percorso artistico dello studio dei registi Kubrick, Tarantino, Leone; citiamo: “Il regista nella direzione cinematografica cerca di dare forma alla sua visione del mondo proprio come intende fare un artista alle prese con una tela bianca”.

(Walton Zed presso la Camera dei Deputati)

Per concludere poniamo la domanda “Che valore ha per lei la natura?” ed egli: “è fonte di ispirazione, ma più che crearla io mi limito a subirla, a subire il senso metafisico che ha su di me da cui scaturisce la sensazione di volere esprimere quel turbinio di emozioni tramite colori e pennelli”.

Dovremmo ripristinare il valore dato all’arte poiché, nonostante siamo in un paese che pullula di espressioni artistiche, dalle riscoperte classiche alle dita magiche di famosi artisti, abbiamo perso la volontà di nutrire la nostra anima di emozioni pure, facendo scadere un campo di notevole importanza negli ultimi posti tra i nostri interessi.

Martina Bruna Chiaiese

Share Button
5 (100%) 2 votes

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*