RIVIERA DI CHIAIA

Chi è stato a Napoli, e soprattutto chi ci vive, conosce benissimo una delle strade più belle del quartiere Chiaia che collega la parte Orientale della città con quella Occidentale: la Riviera di Chiaia.

Tutti di sicuro l’avranno vista in qualche foto del passato risalente magari all’ottocento e perché no anche agli anni ’70, di sicuro avranno notato la larghezza della strada, il colpo d’occhio che l’affianca alla Villa Comunale, una strada spaziosa che permette ai veicoli in transito di godere a pieno della larghezza della carreggiata. Ebbene, questo accadeva ormai diversi anni fa. La situazione attuale vede, invece, la strada della Riviera ridotta a un vicolo stretto in cui le auto sono parcheggiate su entrambi i lati, a pettine, occupandone l’ampiezza e rendendola una delle strade più pericolose di Napoli.

Infatti, il tratto di strada che parte dall’incrocio con Santa Maria in Portico, vede sul lato sinistro fino alla zona di Piazza della Repubblica un parcheggio riservato alle strisce blu, con auto parcheggiate a pettine pur di ottimizzare al massimo lo spazio e incassare più soldi.

Un vero e proprio vicolo stretto pericolosissimo in quanto le auto in manovra in uscita dal riquadro blu non solo escono in retromarcia, con poca visuale, ma si immettono direttamente al centro della strada, nel flusso della circolazione, con enorme pericolo per i mezzi ivi in  transito che se le vedono sbucare davanti improvvisamente.

Anche i cassonetti della spazzatura sono collocati sulla corsia per cui gli automobilisti devono evitarli e nel contempo evitare i pedoni che, uscendo dalla Villa Comunale attraversano la strada risultando poco visibili perché provenienti da dietro ai veicoli parcheggiati.

Il vero capolavoro, però, sta nel fatto che i parcometri per il pagamento della sosta non sono sul lato delle strisce blu, ma solo sulla strada di fronte, per cui, chi parcheggia deve scendere dall’auto, attraversare la strada, pagare il ticket alle macchinette, riattraversare la strada, posizionare il biglietto di avvenuto pagamento sul cruscotto dell’auto e, infine, attraversare nuovamente la strada…. Un vero e proprio tiro al piccione.

A nessuno interessa quello che può accadere tanto il guaio è di chi gli capita. Bisogna, però, incominciare a prendere coscienza della situazione incominciando a perseguire coloro che hanno permesso la realizzazione di tutto ciò. Il responsabile non va più ricercato a vuoto, come si faceva un tempo senza arrivare ad alcun colpevole, ma va rivista attentamente tutta l’assegnazione degli atti fatta dai dirigenti e dai funzionari preposti con le relative firme e trasmissioni.

Con la legge 142/1990 prima e col d.lgs 29/1993 poi, si è portato a compimento il primo disegno legislativo, proseguito e integrato ulteriormente dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL 267/00)  che ha sottratto agli organi di governo (politici) il potere di gestione diretta, dunque di adozione di provvedimenti gestionali minuti e di risorse umane, finanziarie e di controllo, per assegnarli alla dirigenza, vincolandola, ovviamente, ad applicare tali competenze ai programmi politici ed a rispondere dei risultati ottenuti sia sul piano tecnico che ad organismi di valutazione.

Diventa palese che tutta la responsabilità di ogni ordine e grado dai risarcimenti danni, al danno erariale mediante la segnalazione alla Procura della Corte dei Conti, va attribuita al Dirigente che, fatta salva ogni difesa coinvolgendo anche eventualmente l’organo politico, dovrà dimostrare di aver agito nel giusto sia  tecnicamente avendo analizzato dettagliatamente la situazione e senza aver favorito alcuno, sia essa persona fisica, giuridica, associazione, onlus, azienda partecipata, ecc. ecc.  

  

 

 

 

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